Consigli per gestire la pagina Facebook di un’associazione

Mi capita spesso di imbattermi, su Facebook, nei post pubblicati da scuola di recitazione, palestre, corsi di lingue, scuole sportive e via dicendo.
Sono piccole realtà che, quasi sicuramente, non sanno cosa sia o non possono permettersi lo stipendio di un social media manager e/o un community manager, ma ormai su Facebook ci sono tutti e sanno di aver bisogno di essere presenti anche loro, per farsi conoscere e avere nuovi iscritti.
Per fortuna sono sempre meno quelle associazioni che usano il profilo al posto della Pagina Facebook.

Spesso la scuola finisce per affidarsi alla passione di un iscritto, di un insegnante o del direttore.

Facebook è un ottimo luogo per raccontarsi e rafforzare la propria comunità, creare interesse intorno alla nostra attività e attrarre nuovi iscritti.
Per questo andrebbe usato per condividere i successi e nuovi obiettivi, pubblicizzare i nuovi corsi e tutti quegli eventi interessanti per i nostri iscritti.
Ad esempio pubblicando immagini di quotidianità, articoli, aneddoti, consigli sul proprio ambito (calcio, nuoto, recitazione cucito, libri). Soprattutto raccontare le storie di allievi o ex-allievi.

DA LEGGERE: Facebook, spiegato bene

Nella “galleria degli orrori” spesso troviamo fotografie di bambini, per la pubblicazione delle quali sarebbe necessario avere il permesso dei genitori. Post di sfogo in cui si accusano gli allievi (spesso con allusioni, in modo da far capire bene chi sia il colpevole) di essere poco dediti alla disciplina,

O, ancora, il post, sponsorizzato, di un corso di tedesco con un simpatico bambino che diceva: “Yes, we can”.

Un consiglio che mi sento di dare è quello di differenziare la presenza. Un gruppo segreto, in cui saranno presenti solo gli allievi e/o i genitori, qui si potranno dare delle informazioni logistiche (lezioni extra, spostamenti di corso, appuntamenti…) e le foto dei bambini. Lasciando alla pagina Facebook la comunicazione verso l’esterno e il marketing.

L’impossibilità di rivolgersi a un professionista è una cosa che, in fin dei conti, capisco bene, ma spero che chi si ‘improvvisa’ per necessità social media manager abbia la voglia di leggere e imparare.
Così ho messo in fila qualche consiglio utile da applicare.

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