Instagram nasconde i like sulle foto

Instagram nasconde i like sulle foto: questa è la notizia che da giorni rimbalza un po’ ovunque è l’esperimento del social sta facendo tremare gli addetti ai lavori di tutto il mondo.

Dopo una prima fase di test in Canada, adesso il social network delle foto ha deciso di allargare il numero di utenti a cui far provare questo nuovo modo di vivere l’esperienza della condivisione di immagini senza “lo stress” del sentirsi giudicati dal numero di like e portando l’attenzione degli utenti sul “contenuto”.

Con questa nuova visualizzazione (che al momento in Italia non hanno ancora tutti) sotto le foto non vedremo più il numero che indica quante altre persone hanno apprezzato l’elemento, ma semplicemente i nomi di alcuni dei nostri contatti che hanno già messo mi piace, il dato totale sarà visibile solo al proprietario dell’account che, in questo modo, avrà comunque il dato dei like ottenuti ma senza la “pressione” del confronto con gli altri.

Ma cosa ha portato Instagram a decidere di intraprendere questa strada, che sembra andare in senso nettamente contrario a quella che era la sua anima, ovvero un social di “vanity metrics” in cui il numero di follower (che resta sempre molto ben visibile) e di like erano quasi fondamentali?

Ufficialmente la motivazione è quella di rendere Instagram un social meno stressante, in cui non ci si senta perennemente in gara, ma sembra una scusa di comodo.

Di fatto da quasi un anno è in corso una lotta tra il social e tutti quegli utenti che fanno uso di bot, pod e altri stratagemmi per ottenere un tasso di coinvolgimento degli utenti che risulta, di fatto, essere finto.

Qualcuno ricorderà la notizia di qualche tempo fa in cui Instagram dichiarava guerra ai profili fake, arrivando a bloccare gli account di chi faceva uso di bot e automatizzazioni. Quindi questo primo passo verso una minore esposizione dei numeri potrebbe essere un modo per eliminare il problema alla base.

Instagram nasconde i like: cosa sono i bot?

Si tratta di sistemi di automatizzazione che, una volta programmati, fanno in modo che il nostro profilo Instagram metta like a determinate foto. Spesso si usano determinati filtri tramite hashtag o mention di un utente specifico, magari lasciando commenti sotto alcune foto con una serie di frasi pre-impostate. Alcune vi suoneranno famigliari: “terrific!”, “Beautiful shot!” o “hai un profilo molto interessante”.

Accadeva, quindi, che ci si comprasse un set di follower e un numero di like e commenti alle proprie foto o che si programmasse il proprio account con questi bot, per lasciare commenti sotto altri profili, cercando di fare “pesca a strascico”.

Altro esempio di bot è il “follow/unfollow”, pratica antipatica che prevede di seguire nuovi profili e smettere di seguirli se entro un determinato periodo di tempo questi non ricambiassero il follow.

Instagram nasconde i like: cosa sono i POD?

Potreste leggere su vari gruppi Facebook la richiesta di aderire a un “POD instagram”, si tratta di veri e propri gruppi organizzati (all’interno di altre community Facebook o più spesso con gruppi Telegram) in cui gli utenti, con regole molto ben precise, si scambiano like e commenti ai post su Instagram.

Ma perché questi numeri sono così importanti per alcuni utenti? La risposta è semplice: influencer marketing. Negli ultimi anni la figura dell’influencer è venuta alla ribalta, per qualcuno è un modo per “arrotondare” le proprie entrate, altri (pochi) sono riusciti a farne una vera professione e a mettere insieme uno stipendio vero e proprio.

Per semplificare, l’influencer è l’equivalente del testimonial di uno spot tv. Egli ha inoltre il vantaggio di riuscire a entrare effettivamente in contatto con i possibili acquirenti di un prodotto; lo scopo dovrebbe essere quello di parlarne con i propri follower, consigliandoli come farebbe un amico di vecchia data, cosa che uno spot tv non può fare, e magari poter offrire sconti esclusivi.

Di fatto Instagram (soprattutto con le stories) si è trasformato in una televendita continua e spesso nemmeno dichiarata, il numero degli influencer – o content creator come ama farsi chiamare qualcuno – che si “scordano” di usare il tag #adv è altissimo.

D’altra parte le agenzie che si affidano a questa figura per veicolare i propri prodotti hanno fatto riferimento, in una prima fase, solo al numero di persone che seguivano l’aspirante collaboratore. Questo ha creato il mercato della “vendita follower”, fenomeno che vede profili di influencer italiani con un grande seguito in paesi asiatici.

In un secondo momento, quindi, è stata data importanza anche al numero di like che ottenevano le foto per cui avevano pagato, infine nell’ultimo periodo hanno iniziato effettivamente a interessarsi all’engagement rate, ovvero quel parametro che tiene conto del rapporto tra: numero dei follower, numero dei like e dei commenti alle foto. Ed ecco che qualche “furbetto” ha iniziato a usare dei trucchetti per ottenere più consensi e commenti sotto le proprie foto.

Vuoi ricevere i post via email?
I migliori approfondimenti del web marketing, più qualche sporadica lettera.
Iscrivendoti fornisci il consenso a Condimedia per inviarti periodiche mail di aggiornamento. Consulta la nostra Privacy Policy per maggiori dettagli.

Lascia un Commento

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

Show Buttons
Hide Buttons
profili instagramcome funziona twitter