Facebook e le Europee 2019

Si avvicinano le elezioni Europee 2019 e se c’è una cosa che gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato è che le piattaforme di social network sono state, sono e saranno una piazza importantissima nel gioco della propaganda elettorale.

Chi le frequenta assiduamente potrebbe avere l’impressione che la campagna elettorale, in realtà, non sia mai finita. Impressione più che corretta. I politici italiani non hanno mai davvero lasciato la piazza dei social, usandola di volta in volta per attaccare gli avversari, per parlare dei propri programmi (poche volte, ahinoi!) o per condividere la propria colazione.

In previsione delle Europee 2019, Facebook ha deciso di mettere in campo alcune misure per evitare che questo appuntamento elettorale veda in campo delle tecniche scorrette da parte di qualche partecipante e, come ha già fatto per le elezioni di Mid Term in U.S.A, ha annunciato una serie di strumenti utili a chi gestisce la comunicazione online nelle campagne elettorali ma, soprattutto, ai cittadini per potersi informare in maniera corretta.

Trasparenza sugli investimenti

Se l’avvento delle sponsorizzazioni su Facebook aveva fatto storcere il naso a molti, soprattutto tra chi si occupava di politica, con il passare degli anni questo strumento si è rivelato sempre più indispensabile e prezioso. Ma chi paga le sponsorizzazioni politiche? La risposta a questa domanda da marzo sarà semplice.

Per poter sponsorizzare un post di carattere elettorale o inerente alle elezioni europee, sarà indispensabile essere identificati e approvati, indicando, in questo modo chi è il responsabile degli annunci per un partito o movimento politico (l’equivalente del committente responsabile per i manifesti elettorali).

Gli utenti cliccando su “Sponsorizzato da… per…” sapranno a quanto ammonta la spesa per quell’ads, quante visualizzazioni ha avuto e quale sia stato il pubblico di riferimento.

La libreria che raccoglie le sponsorizzazioni permette anche di effettuare delle ricerche tematiche, in questo modo i cittadini possono confrontarsi con le diverse posizioni delle forze politiche in campo.

Fact Checkers all’opera

Le Fake News sono state il ritornello delle ultime competizioni politiche. Notizie false che hanno inquinato il dibattito e reso difficile per i cittadini una corretta informazione. Per questo Facebook sostiene di aver rafforzato il programma di fact checkers, arrivando a coprire 16 lingue, e intende aprire dei nuovi centri operativi per monitorare le informazioni che vengono condivise sulla piattaforma.

I post che violano le norme della piattaforma verranno cancellati, mentre quelli che “compromettono l’autenticità della piattaforma” verranno penalizzati. Infatti, ogni volta che un post verrà segnalato si troverà a fare i conti con un calo di visibilità (e un conseguente maggior costo di sponsorizzazione).

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