Ogni giorno navigando online ci imbattiamo in diverse notizie false. A volte lo sono in maniera estremamente palese, altre sono costruite ad arte, con dovizia di particolari per trarci in inganno.
Da qualche giorno quando vi collegate a Facebook potreste trovarvi davanti un piccolo video introduttivo per evitare di cadere nelle Fake News (o bufale). Troverete tutti i consigli di Facebook nell’Help Center.
Attenzione, quando si parla di Fake News non ci si riferisce a quei siti goliardici che fanno ironia (un esempio su tutti: Il Lercio), ma a quei siti che diffondono delle notizie false con l’obiettivo di farci credere che siano reali e indurci a condividerle sui nostri canali social.
Perché, cosa ci si guadagna dalla diffusione di notizie inventate?
Chi scrive questi articoli spinge l’acceleratore sulla nostra indignazione, cerca di colpire la nostra sensibilità e di strapparci un like e una condivisione, in questo modo avranno più visitatori e, magari, più click sui banner. Non solo, il numero di like alla pagina e ai singoli post è un indicatore che viene spesso usato per proporsi ad agenzie di digital PR e ottenere collaborazioni.
Quindi chi crea questi siti ha soprattutto un tornaconto economico, il proprio, e contribuisce ad aumentare un clima di aggressività online.
Qualche mese fa Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati e al centro di centinaia di fake news, aveva diffuso gli screenshot di alcuni commenti apparsi online sotto la condivisione di bufale che la riguardavano, senza oscurare i nomi dei commentatori.
Una delle commentatrici venne intervistata e alla semplice domanda: “ma perché ha commentato in quel modo?” rispose “Non lo so nemmeno io, sarà stata la rabbia per come mi sento quando torno dal lavoro […] Non volevo offendere lei, era un insulto a tutti. Ero stanca, dopo una giornata in campagna, ho visto qualcosa che mi ha fatto pensare alle ingiustizie, ma non ce l’ho con lei, manco la conosco di persona, come faccio a giudicare? L’ho spiegato, è stata ignoranza“.
Le notizie non sono vere, ma noi presi da stanchezza e ignoranza ci caschiamo.
Se quelle di Facebook non vi bastassero ecco alcune regole per non cadere nelle bufale.
- leggere anche quello che c’è dopo il titolo
- se si parla di una legge la fonte non può essere un altro blog
- leggere bene il contesto in cui si trova la notizia, magari siete su un blog umoristico e tutte le news sono false.
- usate il sito della Camera, del Senato… Google, per controllare che i ‘personaggi’ siano veri.
- Fate affidamento ad alcuni siti che fanno debunking (Valigia Blu; Paolo Attivissimo, bufale un tanto al chilo)
- Se “nessuno ve lo dice” forse è perché non è vero.








