Come ottimizzare il profilo LinkedIn in sette mosse

Qualsiasi professionista, nel senso più generale del termine, dovrebbe avere un profilo LinkedIn. L’Italia, da questo punto di vista, è storicamente ben messa, almeno nei numeri. Gli utenti del Bel Paese attivi mensilmente sul social network professionale sono ben 10 milioni (fonte Julius Design), che ci rende una delle nazioni più presenti su questa piattaforma. Tuttavia, mi capita ancora spesso d’imbattermi in profili utenti malamente curati, che non comunicano nulla sulla professionalità del proprietario, e che soprattutto non vengono aggiornati quando ci sono dei cambi di lavoro, nuovi progetti, svolte professionali che possono capitare a chiunque, durante la carriera.

In questo post passerò in rassegna sette aspetti di cui dovrai tenere assolutamente conto nell’aggiornamento del tuo profilo LinkedIn. Il pezzo è un adattamento di questo articolo del Social Media Examiner.

1. Aggiorna il Brand

Inizia dall’immagine di profilo e da quella di sfondo. Hai cambiato sensibilmente aspetto (nuovo taglio di capelli, peso, ecc…)? Cambia la tua foto! Non c’è niente di peggio di trovarsi poi di fronte, magari a un colloquio, una persona completamente differente da come l’abbiamo visto sui social. Se hai cambiato azienda o avviato una tua attività, ricordati d’inserire il logo, magari proprio nell’immagine di sfondo. Centrala al meglio per renderla visibile e riconoscibile (non è banale con il nuovo layout, lo so).

Occhio alla Headline, poi. Se la tua professionalità è cambiata, va aggiornata. Se il tuo profilo è particolarmente poliedrico, usa dei caratteri divisori (“/” o “|”, ad esempio) per sintetizzarne i diversi aspetti.

2. Inserisci i media

Con il passare degli anni, LinkedIn ha dato sempre più valore e visibilità ai contenuti multimediali. Se sei in possesso di foto, video, presentazioni, articoli o quant’altro relativo alla tua attività professionale, allegali al tuo profilo. Puoi farlo nel summary o nelle esperienze (i progetti sono stati “depotenziati” con il nuovo layout).

3. Rivedi le esperienze

Come scrivevo nell’introduzione di questo post, uno degli errori più comuni è quello di dimenticarsi (oppure omettere) di aggiornare le proprie esperienze professionali. E’ piuttosto frustrante, per recruiter o potenziali partner, scoprire che in realtà non siete più allocati presso quell’azienda con quella funzione. Aggiornare la sezione Esperienze dovrebbe essere l’azione immediatamente successiva alla firma del contratto.

4. Controlla i link

Una delle sezioni più trascurate è quella delle modalità di contatto, in particolare i link ai profili social e web. Anch’io, prima di scrivere questo post, mi ero dimenticato di aggiungere la connessione a CondiMedia.

5. Rivedi le connessioni

Le cose cambiano, durante una carriera, e anche la tipologia dei contatti professionali può mutare. Magari una connessione che era utile fino a qualche anno prima ora non lo è più, oppure dovete aggiungerne di nuove. Il tutto per dire di tenere bene sott’occhio il tuo network.

  • Cancella le connessioni non rilevanti
  • Blocca i contatti fastidiosi
  • Non seguire più chi posta contenuti di scarsa qualità (sono sempre di più, anche su Linkedin!)
  • Torna invece in contatto con chi può essere un potenziale business partner

6. Visiona le attività

Se c’è un aspetto di LinkedIn che è in continua crescita è la visibilità che questo social attribuisce a chi condivide contenuti al proprio network. Se vuoi renderti conto di cosa funziona e cosa meno, puoi andare nella sezione relativa alle tue attività, e ricevere i dettagli statistici sull’engagement delle stesse.

7. Controlla la Company Page

Tutto quel che ho descritto nei punti precedenti va applicato anche per la Company Page, se ne hai/gestisci una. Sebbene si tratti di asset con una visibilità organica (non a pagamento) inferiore al profilo, vanno comunque curati perché rappresentano il biglietto da visita dell’azienda in questione.

E tu, come curi la tua presenza su LinkedIn?

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