Il 1 Luglio 2013 è stato un giorno triste per il sottoscritto: Google Reader veniva dismesso dai tipi di Mountain View, lasciando milioni di utenti senza il loro servizio preferito di aggregazione feed. Come ovvio, molti servizi concorrenti approfittarono di questa emorragia forzata per accrescere la propria fan base. Tra questi, io scelsi Feedly, che offriva funzionalità molto simili e che mi convinse anche grazie a una procedura di migrazione assai comoda e una portabilità multi-device impeccabile.

Non fui il solo. Negli anni Feedly si è imposta come l’applicazione di punta per aggregare le fonti, uno strumento essenziale per qualsiasi progetto di content curation. In questo post v’introdurrò al funzionamento di Feedly, illustrandovi le funzionalità base che possono aiutarvi molto nella vostra strategia di content marketing.

Questo post ha anche una versione video dove Francesca vi spiega un po’ tutto

1 – Iscrizione

Nulla di fantascientifico, ovviamente. Vi basta andare alla pagina di benvenuto e iniziare la procedura di registrazione. Feedly vi consente di iscrivervi al servizio utilizzando uno dei seguenti account:

  • Google
  • Facebook
  • Twitter
  • Windows Live
  • Evernote
  • Il vostro account aziendale (!)

Oltre ovviamente alla possibilità di creare un account direttamente sulla sua piattaforma. L’iscrizione a Feedly è gratuita, ma per le funzionalità più avanzate esiste la versione Pro a pagamento, che il sottoscritto utilizza da un paio d’anni e di cui vi parlerò in un altro post.

2 – Aggiungere le fonti

Una volta iscritti, vi troverete di fronte alla homepage di Feedly, e potrete iniziare ad aggiungere i blog di vostro interesse. Nella versione free, potete aggiungere fino a 100 fonti. Per fare ciò, avete due possibilità:

  • Usare il motore di ricerca di Feedly. L’applicazione ha un suo censimento delle fonti, una specie di funzione “Esplora” basato sui macro-argomenti. Chiaramente potete inserire le vostre keywords di riferimento. I risultati verranno ordinati, oltre che per l’affinità, anche per popolarità decrescente.

  • Fornire la fonte puntuale. Se conoscete già la URL del blog che volete aggiungere, vi basterà inserirla nella maschera di ricerca e Feedly verificherà se la fonte da voi indicata corrisponde a un feed valido.

In entrambi i casi, una volta individuata la vostra fonte, potrete aggiungerla al vostro account cliccando sul tasto “Follow”.

3 – Organizzare le fonti

Una volta manifestata l’intenzione di seguire una fonte, Feedly vi chiederà di aggiungerla ad una delle vostre collections, nient’altro che delle specie di folder che vi permetteranno di ordinare le fonti secondo le vostre esigenze. Di default l’applicazione vi mette a disposizione una collection speciale chiamata Favorites.

Le collection compariranno sulla spalla sinistra della vostra home, sotto alle sezioni Today (che colleziona solo i post pubblicati in giornata) e Read Later (che vediamo al punto 5). Cliccando sull’icona della rotellina dentata potete riservarvi la possibilità, ogni volta che volete, di riorganizzare le vostre fonti e collections (rinominarle, rimuoverle, spostarle). Tenete presente che la versione free pone un vincolo anche su questa funzione: potete avere al massimo 3 collections.

4 – Archiviare i contenuti

Arrivati a questo punto, perché non iniziare a leggere i post delle fonti che ho scelto? É sufficiente navigare nel browsertree sulla spalla sinistra, cliccare sulla fonte in oggetto, e sul frame centrale comparirà la lista degli ultimi post. Il numero è variabile a seconda di come i proprietari del blog hanno impostato il loro feed (di solito sono 10 post). Potete scegliere lo stile di visualizzazione, se visualizzare soltanto gli ultimi post (letti e non), oppure se impostare un criterio di visualizzazione basato sulla popolarità (o entrambi).

Un’altra variabile controllata dai proprietari dei contenuti riguarda la possibilità di leggere tutto il contenuto su Feedly oppure soltanto un estratto: anche in questo caso, comunque, l’applicazione vi permetterà di andare al contenuto intero cliccando su “Visit website”, ed embeddandolo nel suo frame.

Feedly vi consente poi di archiviare i singoli contenuti secondo dei criteri a voi congeniali, attraverso le cosiddette board. Questa funzione è molto potente e diventa assai importante se state facendo una ricerca per qualche argomento trasversale. Vi basta aprire il singolo post e cliccare sulla seconda icona in alto, da sinistra, come da screenshot.

Le board (ne avete al massimo 3, nella versione free) sono poi accessibili sul solito browsertree di spalla sinistra, posizionate sotto le collections.

5 – Condividere i contenuti

Ovviamente non abbiamo a nostra disposizione soltanto le board per gestire i contenuti. Feedly offre una miriade d’integrazioni con canali e app di ogni genere. Come avete potuto vedere dal precedente screenshot, ogni qual volta andrete a leggere un contenuto, in alto vi apparirà una serie di icone che vi permetteranno di:

  • Condividere il post sui social (limitato a Facebook, Pinterest e Twitter nella versione Free)
  • Salvare il post per leggerlo più tardi (funzione Read Later)
  • Salvarlo in Evernote, OneNote, Pocket (solo versione Pro)
  • Integrarlo con applets IFTTT e Zapier (solo versione Pro)

Interessante, vero?

In una prossima puntata vi spiegherò le features avanzate della versione Pro, un investimento che consiglio per tutti quelli che hanno intenzione di fare content curation professionale, ma anche chi semplicemente considera troppo limitanti 100 fonti, 3 collections e 3 boards.

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