Link Building: la guida completa

La Link Building rappresenta, tra le attività connesse alla SEO e quindi al posizionamento sui motori di ricerca, quella in assoluto più controversa e discussa, per svariati motivi:

  • Si tratta di attività in larga parte di SEO off-site, quindi da effettuare su degli asset che non vengono controllati direttamente da noi.
  • Google non dà mai delle indicazioni realmente precise su come andrebbe fatta, anzi spesso penalizza a sorpresa, come con il famigerato Penguin
  • I risultati spesso non sono lineari con la nostra strategia

In questo post (che verrà costantemente aggiornato) voglio racchiudere un po’ tutto quello che si sa sulla link building, le risorse utili e le strategie più efficaci del momento.

Cos’è la Link Building

Quando realizziamo il nostro sito web e puntiamo a posizionarlo al meglio sui motori di ricerca, ci premuriamo di seguire tutte le più note e riconosciute best practices di SEO on-page: i titoli in H1, i grassetti sulle keywords, gli alt tag sulle immagini, ecc…tutto bello e tutto dannatamente utile, ma devi renderti conto che fino a quel momento hai svolto il minimo sindacale del tuo lavoro, oltretutto il più facile perché totalmente sotto il tuo controllo.

Prenderai presto coscienza che, soprattutto se hai un dominio nuovo e una nicchia competitiva, l’assenza di link in ingresso è molto più decisiva di una perfetta ottimizzazione delle pagine nel posizionarvi sui risultati di Google e affini.

Anatomia di un link

Partiamo dunque dalle basi, quindi dall’HTML e da Sir Tim Berners Lee: un link è un collegamento ipertestuale, ovvero una o più parole (ma potrebbero essere anche degli elementi multimediali, come le immagini) cliccabili, e che una volta cliccate ti permettono di passare da una pagina Web all’altra.

Un link è dunque costituito da due elementi, anchor text e la target URL. L’anchor text è l’ancora, ovvero la porzione di testo che costituisce il collegamento alla target URL configurata. Per farvi un esempio, clicca qui. Ecco, nel nostro caso “clicca qui” rappresenta l’anchor text, mentre la URL della homepage di CondiMedia è la target URL. Nel caso specifico ho configurato il link impostando che la URL venga aperta in una nuova scheda del browser, ma si tratta di un dettaglio che non influenza la qualità del link come i fattori che vi sto per enunciare.

Fattori di qualità di un link

Faccio una premessa: se non avete contenuti di qualità sarà comunque assai difficile ottenere dei link in ingresso al vostro sito. Tuttavia, non tutti i backlink (vengono chiamati così, i link inbound) sono uguali, ci sono delle caratteristiche essenziali che li qualificano:

  • Anchor text: non puoi scriverci quello che ti pare, meglio se il testo è inerente all’argomento di cui tratta la pagina che stai facendo puntare, meglio ancor se l’anchor text coincide con la keyword per cui stai posizionando la pagina, ma non esagerare con le ottimizzazioni, Google potrebbe non prenderla bene e penalizzarti.
  • Autorevolezza del sito sorgente: non tutti i siti sono uguali, un conto è se ti linka Repubblica.it, un conto un microblog amatoriale che fa dieci visite al mese. Fino a qualche anno fa Google misurava l’autorevolezza di un sito con un algoritmo pubblico chiamato PageRank, ispirato ai meccanismi di citazioni accademiche, ora questo dato non viene più esposto o aggiornato, ma statene certi, esiste ancora e mantiene il suo peso.
  • Follow o NoFollow: tra i vari attributi che è possibile configurare in un link, il più importante in ottica SEO è il cosiddetto rel=nofollow, che indica al motore di ricerca di turno come la pagina sorgente NON stia passando “trust” alla pagina destinazione. Ovviamente un link follow vale molto di più di un link nofollow.
  • Posizione del link: i motori di ricerca prendono seriamente in considerazione la posizione del link. Ci sono aree della pagina che sono meno “pregiate”, per ovvi motivi di visibilità. Pensa all’area dei commenti, o addirittura al footer della pagina: sono entrambe due zone dove l’occhio del lettore cade di rado, e questo i motori di ricerca lo sanno bene, pertanto un link posizionato lì “vale di meno” rispetto a uno piazzato al centro della pagina, magari nel cuore di un blog post.
  • Indicizzazione del link: occhio a non dannarsi l’anima per ottenere dei link da siti o pagine che non vengono indicizzate, per innumerevoli motivi, dai motori di ricerca. Quei link non portano difatti alcun trust, pertanto alcuna utilità, in termini di ranking. Sarebbe come farsi raccomandare da uno sconosciuto.

Una volta definita la struttura e gli elementi distintivi di un link, possiamo descrivere la link building come quell’attività di costruzione (artificiale o naturale) di link che abbiano come destinazione comune una pagina o, più in generale, un sito web.

Faccio una seconda, forse banale, premessa: in questo post non tirerò in ballo le attività di link building relative ai link interni che, per quanto comunque importante soprattutto allo scopo di migliorare e prolungare l’esperienza di visita e fidelizzazione dell’utente, costituisce una materia differente nel variegato universo della SEO.

Come fare Link Building: le migliori strategie

Veniamo al cuore del nostro post, quello a cui tutti (anche tu, lo so) sono interessati quando cercano contenuti su questo tema: mettere insieme una buona quota di strategie efficaci per fare link building, ottenendo così dei backlink di qualità.

Dividerò la sezione in tre parti: strategie facili, medie e difficili. Il livello di difficoltà è dato dalla variabile tempo/effort (quanto mi ci vuole per ottenere il link?) e dall’eventuale rischio (E’ possibile che non ottenga il link?).

Strategie di Link Building – Facili

Chiedere un link a un amico/conoscente (Valore link: Alto)

Certe volte ci facciamo troppi problemi a chiedere, ed esageriamo al contrario. Se hai dei contatti “webmaster” (si dice ancora così?) che conoscete anche di persona (non “amici di Facebook”, ecco), e avete un buon rapporto/stima, puoi pensare di chiedere loro d’inserire un link al tuo sito su una delle loro pagine. Più il grado di conoscenza è intimo, meno avrai bisogno di giustificare il favore, e meglio posizionati saranno i link.

Questi link valgono parecchio perché, a parte casi particolari, ad esempio se hai amici SEO molto accorti (Dio te ne scampi!), avranno il rel=follow.

Inserire il sito in una directory (Valore link: Basso)

Sì, lo so: DMOZ ci ha da poco abbandonati e anche le altre directory non sembrano passarsela tanto bene, però nelle fasi iniziali di una strategia SEO può ancora avere senso sfruttare le directory, soprattutto se in possesso di una buona autorevolezza. Non sono il mantra della link popularity, ma aiutano a “sverginare” un profilo link intonso.

Ecco una serie di directory ancora funzionanti e con buon autorità:

  • BoingBoing.net;
  • SurfSafely.com;
  • NetInsert.com;
  • FamilyFriendlySites.com;
  • InCrawler.com;
  • GreenStalk.com;
  • LittleWebDirectory.com;
  • Digilander.Libero.it;
  • Directory.Iaconet.com;
  • ItalyMedia.it;
  • SitiDirectory.com;
  • Gratis.it;
  • MassimoProfitto.it;
  • Portalissimo.it;
  • AllaRicerca.net;
  • AggiungiSito.it

Alcuni consigli per non farti bocciare la candidatura:

  1. Usa sempre descrizioni dettagliate
  2. Scegli la categoria giusta

Qualcuno potrebbe chiederti un link di scambio o addirittura il pagamento di una quota per tenerti dentro la directory: se puoi, evita.

Inserire comunicati stampa in portali specializzati (Valore link: Medio/Basso)

Oramai accomunati all’immondizia SEO, i comunicati stampa possono in realtà rappresentare una discreta risorsa, se usati correttamente. Per uso corretto intendo due cose:

  1. Scrivere un buon contenuto a contorno di quel che state linkando
  2. Pubblicarlo su un sito con buon ranking

I comunicati stampa sono meglio di un inserimento in una directory, ma andrebbero giustificati. Non ha senso scriverne uno se non avete novità o eventi da comunicare. Quali sono i migliori portali di comunicati stampa? Scoprilo nella sezione delle risorse.

Inserire post del sito nelle piattaforme di social bookmarking (Valore link: Basso)

Questa strategia accomuna quelle piattaforme aggregatrici di notizie dove gli utenti pubblicano link che possono essere valutati o commentati dagli altri utenti. Si tratta di portali che solitamente hanno un ranking medio/alto (o meglio, usate solo quelli!), qui il rischio è che, pubblicando il link con un titolo identico a quello della pagina linkata, il tuo contenuto venga sovrastato nel posizionamento sui motori di ricerca.

Cambia il titolo, quindi! Qualche nome? In Italia Diggita, nel mondo Digg e Reddit (che è però più social e meno bookmarking). A me piaceva tanto OKNotizie di Virgilio, ma è stato chiuso di recente.

Commentare blog altrui (Valore link: Basso)

Questa la facciamo tutti, vero? Prendi in esame i vecchi classici blog con piattaforma WordPress (ma può valere anche per gli altri); se hanno il sistema di commenti nativo ti chiederanno, per poter pubblicare il vostro contributo, d’inserire Nome, Email e Sito Web.

Sì, hai capito bene, una volta pubblicato il commento, comparirà il tuo nome (o qualsiasi nome tu abbia indicato) come anchor text al sito web. Facile, no?

Cerca di:

  1. Commentare su blog con argomenti inerenti al tuo
  2. Non inventarti anchor text (quindi nomi) superottimizzate, o rischi di non farti approvare il commento

Si tratta ovviamente di link nofollow, ma solitamente possono portare, oltre a link juice, anche quote interessanti di traffico in entrata.

Condividere le pagine sui social network (Valore link: Basso)

I Social sono il futuro il presente della link building. Sebbene siano ancora più validi come fonti di traffico che come elementi di ranking, i tizi di Google hanno ammesso di assegnare sempre più peso ai segnali social relativi a una pagina/sito web. Per questo non solo ti consiglio di condividere i tuoi link sui profili social, ma di permettere agli utenti di farlo autonomamente con facilità, inserendo i pulsanti social nel sito web che intendi posizionare.

Valorizzare gli attributi dei propri profili (Valore link: Basso)

Hai presente quando ti iscrivi a un sito web, a un forum o similari? Sì, esatto, ti viene assegnato un profilo utente che puoi compilare con tutte le tue informazioni. Tra cui il sito web. Link nofollow, dal basso valore e bassissima visibilità, ma sempre di link si tratta. Ti consiglio, sempre e comunque, di mantenere un’attinenza tematica tra la fonte e la destinazione.

Strategie di Link Building – Medie

Scrivere un guest post (Valore link: Medio/Alto)

Adesso parliamo di strategie più impegnative, ma decisamente più redditizie a medio/lungo termine. Il guest post è una di queste, perché sebbene ti “costringa” a produrre contenuti di qualità, può portarti degli ottimi link (quasi sempre follow). Cerca i migliori blog/magazine nella vostra nicchia tra quelli che accettano contributi esterni, prepara un pillar post (vedi sotto) da pubblicare sul tuo sito e poi idea il guest post approfondendo uno degli aspetti descritti nel pillar, che linkerai all’interno del testo. Inutile che te lo dica, più elevata è l’authority del sito che ti ospiterà, maggiore sarà la qualità e il valore aggiunto dei tuoi contenuti, tanto meglio sarà. Ci sono guest post che mi portano visite (e link juice) a distanza di anni.

Analizzare i tuoi competitors (Valore link: dipende)

Sei a corto d’idee? Perché non dare un’occhiata a quel che hanno già fatto gli altri? Consiglio che vale ancor di più se hai appena iniziato a sviluppare la strategia SEO per un progetto, ma che resta valido in ogni momento. Analizzare il profilo dei backlink dei tuoi competitors può non essere banale se non possiedi gli strumenti giusti (vedi sotto), ma porta con sé delle informazioni ricche ed importanti. Potresti costruirci l’intera strategia, volendo.

Scrivere una recensione/testimonianza di un prodotto/servizio (Valore link: Medio)

Per mettere in atto questa strategia c’è bisogno di alcune condizioni:

  • il prodotto/servizio deve essere nuovo, o comunque che non sia già stato recensito da altri
  • La recensione deve essere positiva

Soltanto così potrai sperare di ottenere un backlink dall’azienda del prodotto/servizio, probabilmente di tipo follow.

Produrre un post con una tavola rotonda di esperti/influencer (Valore link: Medio/Alto)

Se hai una buona dose di contatti tra i guru della tua nicchia e il tema giusto da proporre, puoi impostare uno di quei mega-post d’intervista collettiva che tanto andavano di moda cinque anni fa. Giocandotela bene, facendo leva sul narcisismo delle persone, è probabile che gli intervistati non soltanto condividano il post sui social, ma ti mandino anche un backlink dal loro blog.

Chiedere dei link per il proprio brand (Valore link: Medio/Alto)

Se il tuo sito web è anche un brand, quindi se “hai un nome”, sei fortunato. Puoi scandagliare il web alla ricerca delle mentions che ti riguardano e provare a farle diventare dei backlink alla tua homepage. Non tutti accetteranno, ma vale la pena di provare.

Strategie di Link Building – Difficili

Far sostituire broken link con vostre risorse (Valore link: Alto)

Questa è una delle mie strategie preferite, ovviamente è difficilissima e onerosissima. Dovete, nell’ordine:

  1. Selezionare uno dei tuoi migliori contenuti
  2. Scandagliare i migliori risultati dei motori di ricerca per le keyword attinenti al tuo contenuto
  3. Effettuare il parsing dei risultati cercando dei broken link
  4. Contattare i proprietari dei siti e proporre di sostituire i link rotti con un link al tuo contenuto (nel caso esso sia equipollente)

Come potete vedere, devono combaciare un bel po’ di cose, e anche se arrivate al punto 4, è molto più probabile che non vi sia data risposta. Però la pesa vale veramente la spesa, i link che otterrai saranno dei follow da alcuni dei migliori siti del tuo settore. La tecnica del broken link è uno degli esempi più fulgidi dell’equazione “porto valore/ottengo ricompensa”.

Aggiornare contenuti datati (Valore link: Alto)

Approccio simile alla tecnica del broken link, ma in questo caso ti offrirai di aggiornare dei contenuti obsoleti contrattando un backlink al tuo sito.

Scrivere un pillar post (Valore link: Medio/Alto)

Perché l’ho inserita tra le strategie difficili? In fondo si tratta di scrivere un post di enorme valore per il tuo settore, un evergreen che porti gli altri utenti a linkarlo spontaneamente, senza alcuna tua richiesta. Beh, ti pare facile?

Realizzare tool/risorse per i professionisti del settore (Valore link: Alto)

Anche qui torniamo al concetto del “portare valore” che definisce appieno le strategie di link building ad elevata difficoltà. Più completa e utile sarà la tua risorsa, più verrà linkata dagli altri.

Inserire un link su Wikipedia (Valore link: Medio)

Lo so, è difficile. Lo so, i moderatori te lo tolgono in un amen. Però ci sono alcuni casi in cui è legittimo chiedere il backlink da una pagina di Wikipedia. E, sebbene siano link nofollow, l’autorevolezza dell’enciclopedia web è seconda solo a quella di Google stesso.

I migliori tool per la Link Building

Per mettere in atto le strategie che ho descritto avrai (in alcuni casi obbligatoriamente) bisogno di determinati strumenti. Li ho suddivisi per categorie.

Analisi dei competitors

Questo è un mondo di alta professionalità, quindi se avete la possibilità di usare un prodotto Premium, il mio consiglio va su SEMRush, che vi torna utile per mille altri aspetti e attività SEO. Altri candidati in questa categoria sono Ahrefs (soprattutto per i backlinks), Majestic SEO e Moz. Se puoi permetterti solo tool gratuiti, vai tranquillamente su SeoBook, è il migliore.

SERP Scraper Tools

Cosa sono? Degli utilissimi strumenti che ti permettono di automatizzare (ed eseguire) decine, centinaia, migliaia di ricerche esportando i risultati su CSV o Excel. Comodi vero? Il mio preferito è Simple Scraper Tool (lo puoi scaricare qui), ma ne esistono molti altri come Scrapebox oppure il SEO Spider di Screaming Frog.

Broken Link Checker

In quest’ambito esistono due macro-categorie: le estensioni dei browser (check con parsing automatico ad ogni pagina che visiti) oppure dei tool massivi che recepiscono una lista di URL e le verificano. Nel primo caso consiglio Broken Link Checker, nel secondo DeadLinkChecker.

Le migliori risorse di Link Building

Adesso un po’ di link sparsi, il meglio che la Rete offra su questo argomento.

Point Blank SEO – Link Building Strategies: non più aggiornatissimo, quindi facci la tara nel prendere in considerazione certe idee, ma resta una vera Bibbia delle strategie di Link Building.

Backlinko – Link Building Definitive Guide: Brian Dean è divenuto una celebrità SEO grazie alla link building e alla sua “Skyscraper Technique”. Per quanto discutibile nella sua applicabilità all’ambito italiano, questa risorsa porta con se una serie infinita d’informazioni. Non ti stancherai mai di consultarla.

Moz – The Broken Link Bible: Tutto quello che devi sapere sulla tecnica dei broken link.

Giorgio Tave – Lista di Directory: Esaustiva e dettagliata, censisce le directory distinguendole tra quelle gratuite e quelle a pagamento. C’è anche la versione per i siti di Comunicati Stampa.

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